Bimestrale di divulgazione scientifica, di psicologia, psicoterapia e psicosomatica
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» Terapie corporee a cura di Vincenzo Del Piano
Quando il movimento è cura

Terapie corporee

 

Cosa significa, "psicologicamente", alzare le braccia? oppure allargarle fino a sentire la tensione nelle spalle?
Anche se ciò può apparire sorprendente, quei gesti sono sempre investiti di una (insospettata?) significatività psicologica sul piano relazionale e comunicativo, e rappresentano (nel senso del "dare rappresentazione") l'intenzione di "richiamare l'attenzione su di sé", o di "prendersi tutto lo spazio possibile".
Per chi riconosca "significatività" come quelle citate, i gesti dell'alzare le braccia, o di allargarle, sono gesti importanti per ciò che essi rappresentano, e per il fatto di rivestire valore psicologico/relazionale.

 

Lo "homunculus" motorio

Quando muoviamo volontariamente una parte del corpo, un impulso nervoso (volontario) parte dalla Corteccia Cerebrale (CC) e, tramite una specifica catena neuronale, arriva al muscolo che produce il movimento voluto.
A ciascuna pur minuscola parte del corpo che sia suscettibile di movimento volontario (*) corrisponde una area motoria corticale, e si può essere indotti a credere che le dimensioni delle aree motorie corticali siano proporzionate alle dimensioni delle parti innervate; pertanto, ci si può aspettare che l'area motoria corticale corrispondente a una gamba sia ben più grande di quella di un dito della mano ... ma non è così: l'area motoria corticale del solo dito pollice "occupa" una superficie più vasta dell'intera porzione corporea che va dalle spalle alle dita dei piedi!

La curiosa distorsione delle proporzioni dello homunculs motorio è dovuta alla diversa importanza che ai fini della selezione evolutiva ha dimostrato avere la motricità di quel dito, rispetto a quella dell'insieme di quegli altri segmenti corporei; la preminente funzione adattiva resa possibile dal controllo del movimento di quella sia pur piccola componente somatica (risposta/reazione all'ambiente, e manipolazione/modifica di esso) si ripropone  nella rilevante estensione della superficie corticale a essa "riservata".

L'illustrazione mostra la sezione mediana dell'emisfero cerebrale sinistro, sulla cui superficie sono localizzati i centri della motricità volontaria dei diversi segmenti somatici, e ricostruisce -secondo le rispettive dimensioni di quelle aree- lo homunculus motorio, ossia una "figura d'Uomo" così come esso Uomo è riprodotto ("proiettato") a livello corticale per quanto riguarda la competenza motoria. Lo homunculs motorio (che è figura fantastica, non corrispondente a alcuna realtà intra-psichica) riproduce quindi le proporzioni delle localizzazioni delle parti somatiche innervate, così come esse risultano essere a livello dalla struttura nervosa corticale.

(*) la specificazione è necessaria, perché esistono componenti somatiche che non si può decidere volontariamente di muovere: per es. -nonostante il moto cardiaco e/o quello intestinale non si fermino mai- i centri che regolano il movimento di quelli ed altri organi sono collocati altrove dalla CC, e per effetto di ciò sono sottratti al controllo della volontà.

 

La "bio-energetica"

Partendo dal presupposto che il movimento indichi una "intenzione" verso l'ambiente (o inter-azione), e per converso che l'immobilità o una mobilità ridotta indichino una "interdizione all'azione", alcuni Psicologi ritennero di poter interpretare il movimento e l'immobilità come in Psicoanalisi si interpretano i sogni, desumendo dal dinamismo e dall'immobilità di specifiche componenti somatiche potenzialità e blocchi psichici della persona. [1]

A. Lowen riprese molti concetti dello Psicoanalista W. Reich, e gettò le basi della "bioenergetica", che si presenta come una teoria dell'apparato psico-fisico caratterizzata dalla reciproca interazione della Psiche con il Corpo. [2]
L'applicazione operativa e terapeutica della Bionergetica, fu concettualizzata da J.H. Schultz, che le diede il nome di  Traning Autogeno (TA).

 

Che cosa è il Traning Autogeno?

Innanzitutto è da dire che il Training Autogeno (TA) è uno strumento/mezzo ... e la sua validità/utilità dipende dallo "uso" che ci si propone di farne.
Nelle intenzioni di chi lo usa coerentemente con la visione di Schultz, il TA permette la "integrazione psicocorporea", che è cosa insospettabilmente necessaria a molte persone.

Infatti (e anche se nessuno se ne accorge in relazione a se stesso) molte persone si trovano in una situazione auto-referenziale come quella della quale ci si accorge quando ci si guarda "da dietro" in un gioco di specchi: succede (a tutti) che è come se uno "da dietro" non si riconoscesse, o non si conoscesse affatto. Questo effetto di autodisconoscimento (parziale) dipende dal fatto che si ha poca dimestichezza/esperienza con la propria schiena, perché non la si è guardata/vista quanto invece si è abituati a vedere il proprio "davanti". Questo comporta che "lo schema posteriore" sia meno conosciuto dello schema anteriore, e che quelle parti del corpo siano percepite con maggiore difficoltà di quanto siano percepite le parti anteriori, e che se ne possa avere persino una minore capacità di "percezione fine". Se si vuol avere prova di ciò, basta chiedere a qualcuno di toccarci (leggermente) con la punta di un dito su una parte della schiena: si vedrà che individuare (con precisione) "dove" si è stati toccati ... sarà discretamente più difficile di quando si viene toccati sull'addome: pur percependo il tocco, se si cerca di ritoccarsi (da se stessi) sullo stesso punto, si verificherà che "ci si sbaglia" (nell'immediato) anche di un paio (buono) di centimetri. [3] Ora ... se tutto ciò è "normale", può (solo può) accadere che qualche parte somatica sia "percepita presente" ancora meno di quanto sarebbe possibile/necessario; ciò, in conseguenza del fatto che ciascuna parte somatica è come se "si presentasse" al distretto corticale corrispondente, sia attraverso le percezioni che ad essa parte somatica derivano, sia dall'impiego che se ne fa; in sintesi ... la mano di ciascuno è ben presente a livello corticale sia perché è stata toccata, sia perché è stata usata per toccare; e soprattutto perché si è sempre stati vigili ed avvertiti di queste passività e attività. [4]

Lo scarso uso di una componente somatica provoca la "assenza/carenza" a livello corticale delle rispettive proiezioni; in queste condizioni è come se l'insieme psichico "non sapesse" di possedere anche quella parte somatica, e quando quella parte servirebbe, l'insieme psichico non vi fa ricorso.
E' il caso degli insiemi psichici che "non sanno" di avere le gambe per sostenere stabilmente; oppure le braccia in tutta la loro ampiezza; oppure le mani per respingere/difendersi: di conseguenza (e rispettivamente agli esempi proposti) la persona potrebbe sentirsi "instabile"; oppure avere difficoltà a "dispiegare appieno le sue potenzialità"; o sentirsi "senza i mezzi" per respingere/difendersi/menare-le-mani ... che -esse mani- è come se non ci fossero per quello uso.
In questi casi (ancora rispettivamente agli esempi proposti) il TA consiglierebbe il grounding (esercizio nel quale "ci si limita" a percepire il suolo sotto i piedi, e l'effetto stabilità/equilibrio/autosostegno/sicurezza ottenibile dall'utilizzo/presenza dei propri piedi); oppure, esercizi di "espansione somatica" (allargare/alzare le braccia al massimo dello stiramento), affinché l'insieme psichico possa recuperare la consapevolezza dell'esistenza e dell'utilizzabilità di una componente corporea che "occupa tutto lo spazio possibile"; nel caso di "assenza di mani atte a difendersi", il TA consiglierebbe esercizi nei quali si "percuote/colpisce" un oggetto, in modo che l'insieme psichico "veda" che esiste una struttura somatica "fatta apposta" per difendersi ... e "la volta dopo", quando serve, possa farvi ricorso.

Confidiamo che "si capisca" perché si parla di "integrazione psicocorporea": per mezzo degli esercizi di TA, la psiche raggiunge una integrazione con le parti somatiche necessarie all'equilibrio psichico e relazionale.
Per questo (e se usato a questi fini) si può senz'altro sostenere che il TA è una vera e propria psicoterapia.

Sennò (ed è quel che si fa in attività analoghe), il movimento come cura può essere (piacevolissimo) "riavvicinamento/rimpossessamento" di quelle parti somatiche che conferiscono a ciascuno di noi le qualità specifiche che ci fanno la cosa unica e irripetibile che ciascuno di noi è.

 

NOTE

1  In effetti fecero più di questo: non tennero in considerazione solo il movimento, ma ritennero di poter eseguire una "lettura del corpo", interpretando potenzialità e blocchi psichici dalla postura assunta dalla persona. Per es. ritennero che una persona che avesse assunto stabilmente una postura eretta, a testa alta, spalle aperte, petto in fuori, manifestasse molta aggressività; per converso, ritennero che chi avesse stabilmente assunta una posizione curva nella schiena, testa bassa, spalle strette, manifestasse un atteggiamento cedevole, e tendente alla subordinazione. Quelli esposti sono "esempi facili", e c'è da dire che è per questo che può apparire che anche il buonsenso (e la sensibilità) popolare siano in grado di attribuire quelle caratteristiche a chi assume quelle posture; nondimeno, l'ipotesi secondo la quale il corpo "porta i segni" dei contenuti/assetti psichici (e che quei contenuti/assetti psichici siano leggibili in maniera obiettiva), rappresentò (e tuttora rappresenta) una rottura/superamento dell'idea per la quale la Psiche è cosa a sé stante, altra dal corpo, ininfluente su di esso.
In questo articolo ci limitiamo a discutere del movimento, e non abbiamo spazio per esporre l'argomento della "lettura del corpo"; confidiamo di trovare spazio nei prossimi numeri.

2 La questione della reciprocità tra la Psiche ed il Corpo è assolutamente determinante nella discussione qui in corso: infatti, gli effetti della psiche sul soma sono ben noti, e la Medicina Psicosomatica è cosa (ormai) generalmente acclarata; meno noto è il fatto che esiste una "somato-psichica" per la quale un'attività fisica può avere influenza (addirittura terapeutica!) sugli assetti mentali generali.

3 L'effetto di non-individuabilità (immediata) è dovuto sia alla scarsa conoscenza dello schema posteriore, sia alla ridotta estensione dell'area corticale di proiezione della schiena: i due fatti combinati comportano una drastica riduzione della capacità di "percezione fine".

4 E' stato proprio questo che ha permesso "l'occupazione" da parte della mano di un terzo della corteccia cerebrale. Solo in margine osserviamo che -a coloro cui manca la mano fin dalla nascita- avviene che la superficie corticale ad essa destinata viene occupata da proiezioni di altre parti somatiche, che acquisiscono così una sensibilità e una motricità fine del tutto inusuale: è il caso di quelle persone che dipingono con il piede, essendo prive della/delle mano/mani.



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{ a VDP e Lunablu, psicologi "d'Amore e di Tecnica". --orsopoeta }