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I grandi temi » Il 'nostro' teismo

IL (nostro) TEISMO
da Eraclito a Spinoza a Hans Jonas

(a cura di un gruppo di Redattori di hyle)


E' con riconosciuta insufficiente competenza che ci approcciamo a un argomento tanto complesso ed importante nella rappresentazione del mondo (e di sè) che ciascuna creatura umana costruisce. E' peraltro con la preliminare consapevolezza che in questo àmbito non vi è alcuna certezza, nè dimostrazione possibile, che abbandoniamo per un momento la più cauta posizione AGNOSTICA. E' nondimeno con "lucidità" che riteniamo di poter esporre quale sia il nostro atteggiamento nei confronti del teismo, partendo dal presupposto dell'evoluzionismo materialistico.
Una precisazione preventiva che sentiamo di dovere fare è quella per la quale non riteniamo pregiudizialmente incompatibili la fede e la ragione, laddove per "ragione" si intenda l'attenzione ESCLUSIVA ai dati di realtà verificabili; sottolineiamo che l'intento razionale (e scientifico) implica la ricerca del "come" si verificano i fenomeni, e non il "perchè" causale o teleologico/finalistico.
Con riferimento all'evoluzionismo -pertanto- riteniamo di poter dire che ogni evoluzionista individua "solo" come si sono prodotte le creatura su questo pianea, non escludendo (almeno pregiudizialmente) che ciò sia avvenuto per volere di una Entità creatrice. Un evoluzionista si limita a "nominare" la classe dei mammiferi; non è egli a produrla ... nè il suo intento/interesse è quello di individuare eventualmente CHI l'abbia prodotta: ciò che sostiene è "solo" COME è stata prodotta la classe dei mammiferi.

Discorso analogo è quello relativo al nostro materialismo: non escludiamo (almeno pregiudizialmente) che ci sia "altro" al di là di ciò che è esperibile con i sensi, o obiettivabile con strumenti di osservazione; nondimeno riteniamo che in sede scientifica ci si debba limitare all'osservazione dei dati di realtà, interrogandosi sul come attraverso la materia (comunque attraverso essa e per mezzo di essa) si possano produrre i fenomeni osservabili.
Attribuiamo alla materia una sua propria capacità di produrre evoluzione; esprimendo questo convincimento ci inseriamo nella concettualizzazione filosofica che va dallo "ilozoismo" eracliteo a quella della "natura naturans/naturata" spinoziana; crediamo altresì di poter trovare autorevole sostegno nello scritto del Teologo e Filosofo Hans JONAS "Il concetto di Dio dopo Auschwitz. Una voce ebraica" ("Der Gottesbegriff nach Auschwitz. Eine judische Stimme" -1989- ed. il melangolo GE 1989).
Esponiamo assai sinteticamente (e rinviamo alla lettura illuminante del breve saggio citato) che H. JONAS sostiene che la materia è stata investita della potenzialità creatrice dallo stesso Creatore, che ha rinunciato alla Sua onnipotenza trasfondendo nella materia la Sua potenza e la Sua capacità, mettendo così in grado la materia stessa di svolgere il compito "naturale" di evolversi fino a produrre una creatura (l'uomo?) in grado di prendere coscienza di tutto ciò.
Facciamo nostra l'ipotesi filosofica e teologica di H. JONAS, e ne sottolineiamo la coerenza e la compatibilità con le ipotesi materialistiche ed evoluzionistiche. E' questo il "nostro" teismo.

 

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