Il materialismo al quale facciamo riferimento in questo sito, è correlato a un atteggiamento scientifico, che consiglia di attenersi ai dati della realtà materiale, per investigare quella, piuttosto che proporre ipotesi indimostrabili. Facciamo riferimento specifico anche alla filosofia materialistica che comincia con Eraclito, e trova in Spinoza la punta più nobile e illuminante: i concetti spinoziani di "natura naturans" e "natura naturata" sono -a nostro parere- la prima affermazione dell'evoluzionismo materialistico, individuando negli oggetti materiali naturali (e attribuendo alla materia) la capacità evolutiva sua propria che Eraclito aveva concettualizzato, e che fu definita "ilozoismo".
"hýlē" è il vocabolo greco che indica il materiale con cui si può costruire qualcosa: hýlē è la materia, anche quella di cui è costituito il nostro corpo. Ossa, organi interni, sangue e sistema nervoso, per quanto complessi sono oggetti materiali, coordinati per le esigenze dell'insieme vivente (organismo) costituito da essi stessi in una reciproca interdipendenza. Gli organi interni di ogni creatura svolgono una funzione naturale, e la loro complessità ed efficienza dipendono dal livello evolutivo raggiunto da quella specie: per questo, gli stomaci di un pesce, di un rettile e di un mammifero non sono uguali tra loro. Ciò vale in maniera particolare per il sistema nervoso, organo dalla cui evoluzione dipende in larga misura la capacità di ogni creatura di passare dall'adattamento passivo all'ambiente a una interazione con esso. La creatura "cane" impara qual è il comportamento più adatto nelle varie circostanze; e gestisce strategie di relazione anche complicate, stabilendo rapporti buoni o cattivi a seconda di quelli con i quali ha a che fare: chiunque abbia un cane è testimone convinto di queste capacità, pur non attribuendo al suo amico niente altro che il funzionamento naturale della sua mente, che è qualcosa generata dal suo corpo, essendo effetto della complessità del sistema nervoso della creatura "cane": chi si aspetta le stesse capacità dalla creatura "pollo"? e a cosa attribuire questa differenza, se non alla diversa evoluzione dei loro sistemi nervosi? Osserviamo che le ipotesi che negano l'evoluzionismo, e quelle dualiste -pur definitivamente abbandonate da buona parte della scienza- ancora ostacolano la conoscenza relativa alla psiche dell'uomo: ciò, nonostante il fatto che la efficacia verificata di modelli psicoterapici (particolarmente in medicina psicosomatica), testimoni anch'essa l’infondatezza di ipotesi che escludono l’uomo da l’evoluzione del suo pianeta, e pongono la sua mente fuori da lui e dalla natura. Vogliamo sostenere l’ipotesi della unità mente/corpo, e quella che la mente è una funzione del corpo (prevalentemente del sistema nervoso, ma non solo) emergente dall’evoluzione delle specie; sosteniamo che la mente fa parte della natura, e crediamo di poter fondare le nostre argomentazioni sulle conoscenze emergenti dalle neuroscienze e dallo studio dell’evoluzione delle specie viventi. |