LA SINCRONICITA'
E' un concetto teorizzato da Jung che si inserisce tra i suoi interessi un po' esoterici, legati alla spiritualità, interessi che furono parte della discussione che poi lo condusse alla separazione da Freud. Questa teoria nacque anche sulla scorta di alcune scoperte sulla fisica delle particelle subatomiche fatte da un noto premio Nobel, con cui Jung ebbe uno scambio epistolare.
Le "sincronicità" sono quelle che spesso vengono chiamate coincidenze, cioè eventi simultanei senza causa. Per Jung, la natura non agisce solo in base a cause che generano effetti (come fa intendere la teoria freudiana), ma esistono anche effetti senza causa, "acausali". Non c'è solo la "causa", ma anche il "fine". In questa teoria vengono descritti sostanzialmente tre tipi di sincronicità: quelle in cui un contenuto psichico si correla ad un accadimento fisico (sento uno strano impulso a fuggire e un momento dopo cade un libro dallo scaffale della biblioteca che per poco non mi colpisce), oppure un sogno o una visione in cui si "vede" ciò che accade lontano nello spazio (mi viene in mente l'immagine di mio fratello che cade dalle scale e poco dopo vengo a sapere che è caduto davvero), oppure un sogno (o una visione) premonitore.
Non c'è una causa, ma probabilmente un significato dietro a questi eventi, i quali "tendono" a qualcosa. Alle idee di spazio, tempo e causa, Jung propone di aggiungere anche quella di "sincronicità" che sarebbe sottesa ad una sorta di "armonia" dell'esistente. In questo modo dava credito all'astrologia e ad altre forme di divinazione. (Vito Di Bona; PA)
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