D: Vorrei consultare uno Psichiatra o uno Psicologo; non so decidere a chi rivolgermi, perché mi aspetto due approcci completamente diversi, anche se non so in che cosa si differenziano. Qual è la differenza tra quelle due figure professionali? Come opera ciascuno dei due? R: (Vincenzo Del Piano) Lo Psichiatra è un Medico Specialista in ciò che coerentemente con la impostazione medica è definita <<malattia mentale>>, e non solo per fatto nominalistico: l'approccio medico è di tipo "organicistico", il che vuol dire che si ritiene che ci sia qualche cosa-reale che produce la malattia nell'organismo-reale; la malattia è a sua volta individuabile/"rintracciabile" in qualche modifica reale-organica. La cosa-organica che causa la malattia è (oggigiorno) individuata in molti fattori potenziali: si va dai classici traumi/intossicazioni/infezioni a disfunzioni biochimiche; da predisposizioni genetiche, a degrado di organi; da "fatti"-neurologici a risposte-d'organo inefficaci; "eccetera". Poiché si ritiene che la cosa-che-causa la malattia, e la malattia stessa esistono realmente da qualche parte del corpo-reale del Paziente, si cerca di modificare quelle due cose-reali ... o "almeno" la cosa-reale-malattia. Di conseguenza -e quando è possibile- si cerca di operare realmente, facendo qualcosa di reale-concreto al corpo-reale del Paziente; la cosa-reale che si può fare al corpo-reale del Paziente va dal curare traumi/intossicazioni/infezioni, all'immettere sostanze che si ritiene scarseggino (... farmaci); dal reintegrare la funzione di qualche organo, all'antagonizzare i "fatti"-neurologici che si manifestano come disturbi psichici; "eccetera". Ciò comporta che -pur essendo tutti Psichiatri- tra essi c'è chi privilegia tipi di rimedi farmacologici; c'è chi ne privilegia di neurologici; chi –sia detto senza soverchi scandali!- "addirittura" di chirurgici (anche se non si usa più e non se parla più...). Lo Psicologo (Psicologo Clinico o PsicoTerapeuta, quando si occupa di queste cose) ... anch'egli coerentemente con princìpi suoi specifici ... ritiene che ciò che si manifesta come disturbo psichico sia un "fatto funzionale" del Sistema Psichico; ossia che un Sistema Nervoso (o più limitatamente un Cervello) -pur integro ed efficace dal punto di vista anatomico; pur non "leso" da alcun agente interno o esterno- possa produrre una funzione-pensiero (e funzioni-adattamento; e funzioni-relazionali; "eccetera") che risultano non-ottimali. E che sono tali da risultare dolorosi ed "invalidanti" per il Paziente (ai fini di una vita vissuta con auto-valutazione di benessere da parte sua). Poiché si ritiene che la causa-del-disturbo sia funzionale (e non organica/reale), l'attenzione e l'opera dello Psicologo si concentrano sulle funzioni psichiche del Paziente, alla ricerca del perché/percome si sono formate "premesse psichiche" (dis-funzionali) dalle quali dipendono ideazioni, adattamenti, relazioni non ottimali e tali da invalidare eccetera. Per operare la ricerca di questi perché/percome (e per rimuoverne gli effetti) ... anche se sono tutti Psicologi Clinici o PsicoTerapeuti ... c'è che privilegia un tipo/metodo di ricerca, e chi ne privilegia uno dei molti altri: per questo esistono Psicologi che praticano la Psicoanalisi freudiana; altri che praticano la Psicologia Analitica junghiana; altri che sono Comportamentisti; o Cognitivisti; o Relazionali-Sistemici; o Transazionalisti; e chi più ne ha più ne metta.
Tutto ciò premesso, NON E' AFFATTO DETTO che: uno Psichiatra non tenga in conto che ciò che egli definisce <<malattia mentale>> possa essere effetto di "premesse psichiche" dis-funzionali; e che -per curare la malattia- sia necessario rimuovere/modificare quelle premesse, operando non solo su quanto di reale può essere individuato nel corpo-reale del Paziente, ma anche nello spazio immateriale della sua Psiche. Di conseguenza, non è affatto detto che se ci si rivolge a uno Psichiatra si otterrano solo-e-per-forza risposte farmacologiche e robe "reali" del genere (che restano pur privilegiate): è senz'altro possibile (e molto molto frequente!) che lo Psichiatra operi una Terapia per via-di-parole, ossia una PsicoTerapia (alla quale -altresì- è abilitato "automaticamente" dalla sua stessa Specializzazione, a differenza di tutti gli altri Medici).
Allo stesso modo, NON E' AFFATTO DETTO che: uno Psicologo Clinico o PsicoTerapeuta non tenga in conto che ciò che egli attribuisce a "premesse psichiche" dis-funzionali è amplificato/accompagnato/associato-sistematicamente a cose-reali che accadono nel corpo-reale del Paziente ... per cui può essere non-inutile antagonizzare come/quando/quanto/se si può anche quelle cose-reali. Di conseguenza, non è affatto detto che se ci si rivolge a uno Psicologo Clinico o a uno PsicoTerapeuta si otterrano solo-e-per-forza risposte "limitate" allo spazio psichico immateriale (che resta pur privilegiato): è senz'altro possibile (e molto molto più frequente di quanto si creda!) che lo Psicologo inviti il Paziente anche all'assunzione dei farmaci eventualmente necessari, contattando -previo assenso del Paziente- il di-lui Medico curante, proprio allo scopo di individuare quali farmaci siano utilizzabili, e per ottenerne la prescrizione da parte del Medico. Si tratta di un contatto professionale utile al Paziente, ed altresì prescritto dalla Legge sull'Ordinamento della Professione di Psicologo laddove si dice testualmente che <<previo assenso dal Paziente, lo PsicoTerapeuta ed il Medico curante sono tenuti alla reciproca collaborazione>>. |