| Le "potenzialità" del cervello dipendenti dall'età D: Ho letto che il cervello non ha sempre la stessa potenzialità. A quale età il cervello funziona meglio?
R: (Vincenzo Del Piano) Il concetto di "potenzialità del cervello" (o di potenzialità psichica) è scarsamente preciso; data la sua indeterminazione, ci sono opinioni discordi, che fanno riferimento a capacità diverse. Si ritiene che la <<capacità di apprendimento>> cresca impetuosamente dal "momento-zero" della nascita, fino ai tre/quattro anni al massimo: dopo tale età, la capacità di accumulare-e-ordinare i dati della percezione decrescerebbe a poco a poco. Questo significherebbe che -dal punto di vista psichico- il processo di "senescenza" cominci a quattro anni! Nonostante la apparente inverosimiglianza, bisogna prendere atto che da zero-anni a quattro-anni si "capisce/impara" che ci sono buio e luce; silenzio e suoni; spazio e tempo; moto e inerzia; equilibri e squilibri; azioni e conseguenze; eccetera. E "uno" capisce/impara "persino" che C'E' LUI; e che ci sono "gli altri"! Non si tratta di apprendimenti facili da assumere; né tanto meno sono facili da mettere insieme in un "ordinamento" efficace. Se ci si chiede se si sarebbe capaci da adulti di operare "sintesi cognitive" di tali dimensioni ... io (e parlo per me!) dico NO; certamente NO! La capacità di <<adattamento>> (vale a dire quello equilibrio-discriminatorio ipotizzato da Piaget, tra assimilazione e accomodamento) si esprimerebbe massimamente nella adolescenza ... fino a scomparire "scleroticamente" intorno ai quaranta/cinquanta anni; si tratta di valutazioni poco verificabili, ma il fatto è che -pur essendoci differenze soggettive di "disponibilità"- la capacità di adattarsi-al-nuovo effettivamente decresce parecchio intorno a quell'età; poi, si può tirare in ballo la maturità o la prudenza della persona matura/adulta che non fa scelte improvvisate e/o che preferisce essere cauta in circostanza nuove , ma il fatto è che "si fatica" ad accettare le novità; ce ne si spaventa, persino, perché si sa (inconsciamente?) che non si è più in grado di RI-adattarsi. E si corre il rischio di poter diventare conservatori o reazionari, senza nemmeno accorgersene. |