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Domande/risposte; varie; attualità. » Significato della sessualità

Significato della sessualità in Freud e Jung

D : Dal punto di vista dell'essere umano in quanto animale evoluto e capace di vivere emozioni e sentimenti al di sopra dell'istintualità animalesca, quali sono i significati e i simbolismi dell'atto sessuale e dell'orgasmo, riconosciuti dalla Psicoanalisi?
Questi significati e simbilozzazioni cambiano, nelle interpretazioni date delle Scuole Junghiana e Freudiana?

R (Vincenzo Del Piano)
Sia nella Psicoanalisi freudiana, sia nella Psicologia Analitica junghiana,
il significato psichico dell'atto sessuale (e della "sessualità", e della
Energia Psichica che la sottende) è sempre quello della <<tendenza alla
riproduzione>>.

In un senso generalissimo (fino alla potenziale distorsione del concetto)
la <<tendenza alla riproduzione>> si può intendere "estesa" a ogni atto
utile e/o necessario per essa-riproduzione e per la sopravvivenza del
singolo.
Ciò rende verosimile (?) l'interpretazione freudiana/junghiana secondo la
quale una (buona ...) parte della Energia Psichica destinata alla
sessualità/riproduzione viene <<dirottata>> dall'espressione sessuale
pura-e-semplice in ogni attività che tenda a salvaguardare il singolo e la
specie: secondo questa ipotesi ... è un'energia originariamente di "natura
sessuale", che rende possibile che l'Uomo si dedichi al lavoro, alla
individuazione di regole-di-relazione circolarmente/reciprocamente
salvifiche per tutti, alla "costruzione di Civiltà".
Ciò non può non comportare un <<Disagio della Civiltà>> ... emergente dal
fatto che ciascuna delle cose da fare necessariamente per la Civiltà è -di
fatto ...- una rinuncia al soddisfacimento immediato della pulsione
sessuale; rinuncia che -a sua volta- non può non necessitare di una
<<repressione sessuale>>.
Sia la costruzione teorica freudiana che quella junghiana ritengono che,
quando la repressione sessuale (necessaria ...) non raggiunge limiti di
intollerabilità ... il singolo ricava una tale sensazione di benessere dalla
costatazione di "avere garantito sopravvivenza e riproduzione" che essa
repressione sessuale viene (come) <<rimossa>>, ossia esce dalla sfera della
consapevolezza, e il singolo non può avvedersi che sta dirottando su
lavoro-e-resto il suo impulso sessuale. Questo "dirottamento" viene anche
definito <<sublimazione>> ... proprio perchè esso avviene "sotto la soglia"
della possibilità di avvedersene.

Altre cose accadono "invece" quando la repressione sessuale è intollerabile:
poichè l'intero pattern di sublimazione/rimozione del dirottamento è
(diventato) inconscio, il singolo non può avvedersi che il disagio che
avverte dipende dal "dirottamento" e dalla repressione: il singolo
attribuirà a cause altre-dal-dirottamento/repressione il suo disagio, e
poichè -sia come sia ...- individuerà sempre "cause sbagliate", l'esito
della dinamica intrapsichica sarà necessariamente una <<nevrosi>>.

Quanto alle "significatività" (o simbolizzazioni possibili) relative agli
specifici vissuti-e-fantasie personali legate alla sessualità, si
tratta -appunto!- di "fatti personali", legati allo sviluppo psico-sessuale
individuale; è impossibile ogni generalizzazione.

Infine ... poichè sia la Psicoanalisi che la Psicologia Analitica "non sono
più" (soltanto ...) le ipotesi (a loro tempo ...) fatte da Freud e Jung, le
interpretazioni (aggiornate ...) relativamente al "destino della pulsione
sessuale" sono significativamente "più critiche" (leggi meno-buoniste!): si
è fatta stada una lettura più problematica della "facilità" con la quale può
avvenire che la repressione del desiderio sessuale venga "rimossa sotto la
soglia" della coscienza senza produrre disagio.
Ciò ... a parere di Filosofi quali Marcuse (vedi il testo <<Eros e
Civiltà>>) ... dipenderebbe dal fatto che non si verificherebbe (più) tanto
facilmente quella condizione di sensazione di benessere emergente dalla
costatazione di "avere garantito sopravvivenza e riproduzione" ... sia pur
rinunciando al soddisfacimento immediato della pulsione sessuale. Ciò,
evidentemente, non dipenderebbe da dinamiche intrapsichiche dei singoli, ma
dalla "realtà sociale" del contesto contemporaneo.
... questo "dettaglio" apre interessanti (e a parer mio non trascurabili)
interrogativi circa la definibilità stessa di <<nevrosi>> (emergente da
"dinamiche psico-sessuali"), quando una interpretazione psicodiagnostica
diventa (verosimilmente?) sospettabile di prestarsi ad essere una copertura
psichiatrizzante (!) di disagi ipoteticamente giustificati.

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Pubblicazione a cura di Maria Traclo', psicologa, P. IVA 02478700541
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{ a VDP e Lunablu, psicologi "d'Amore e di Tecnica". --orsopoeta }