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Contenuti e origine del "pensiero magico"

D : Il "pensiero magico" è quello che emerge spontaneamente non solo nei bimbi, e che è caratterizzato da irrazionalismo; posto che il pensiero magico sembra finalizzato a ipotizzare la presenza di qualcosa di provvidenzialmente salvifico, si deve ritenere che qualunque grande "idea" che tratti di cose non tangibili ma che hanno una (supposta) influenza profonda sul reale può essere usata a fini di pensiero magico?

R: (Vincenzo Del Piano)
SI' ... e non solo le "idee grandi": anche la (mediocre e popolare) superstizione "fa pensiero magico": oserei dire con lo stesso effetto ansiolitico di una "idea grande".
Peraltro, il pensiero magico rende possibile (solo alla Creatura Uomo) di non limitare le sue elaborazioni a ciò che ha realmente esperito (e quindi si può supporre che "esista già, ed esista realmente"), ma consente di operare psichicamente in temini ipotetici/deduttivi ... ponendosi così -esso pensiero magico "irrazionale"!- all'origine dell investigazione concettuale e del pensiero scientifico.   
Questo "dettaglio" e anche l'effetto sedativo dell'ansia prodotto dal ricorso al pensiero magico ... andrebbe benissimo "se non fosse che" il pensiero magico non produce solo opportune attitudini sul piano investigativo/ipotetico, "ma" trascina con sè anche irrazionalismi che -per quanto utili in dimensioni statistiche marginali ...- sono "disorientanti" nella loro globalità ai fini della determinazione di comportamenti razionalmente efficaci.

D: Se questo è vero, cosa rende certe idee, certe concezioni più adatte di altre al pensiero magico?

R : La loro supposta "potenza"; ... una zampa-di-coniglio è ritenuta (da alcuni) un potente amuleto: è la sua supposta potenza, che fa pensiero magico relativo alla disponibilità (addirittura in tasca!) di aiuto e difesa provvidenziali.
Naturalmente ... ci sono pensieri magici più complessi (che giungono ad abbracciare dimensioni cosmologiche ...) ma io sono della sommessa opinione che si tratta pur sempre di costruzioni cognitive (irrazionalistiche) finalizzate a "sedare l'ansia" del non-conosciuto e del non-governabile.
E poi ... ci sono quelle che mi permetto definire <<favole per adulti>>: si va dal voler fantasticare che le piramidi siano astronavi camuffate da monumenti funerari, a che le grandi opere megalitiche siano segnalazioni di piste di atterraggio per extra-terrestri ... che "naturalmente" torneranno a mettere (provvidenzialmente ...) tutto a posto; si va da fantasie sulla "onnipotenza della Mente" (a fini auto-terapici ...), all'idea che -poichè la Fisica moderna "fa dubitare" della vera essenza di ciò che ci appaiono lo Spazio e il Tempo- sia possibile vagabondare nello Spazio-Tempo ... conservando "però" lo (spaziale) corpo-fisico e la (temporale) vita.
Si tratta di costruzioni cognitive tanto auto-contraddittorie da lasciare sconcertati ... se non fosse che si capisce che quelle favole rendono possibile illudersi che esista qualcuno/qualcosa che possa cavar(ci) dai guai.

D: E come si riconosce l'uso "magico" di una certa idea/ideologia/teoria dall'uso corretto, logico, di tale idea/teoria?
In altre parole: quando si ha a che fare con il pensiero magico, con una persona che usa le idee in questo modo, come lo/la si riconosce per quello che è?

R : Credo che la distinzione si renda possibile osservando la eventuale irrazionalità della costruzione cognitiva che la sottende.
E/o per il fine distorto cui si vogliono piegare anche "idee grandi" ... che proprio in ragione della loro grandezza "mal si adattano" a diventare mediocremente consolatorie.
E/o per le contraddizioni interne: per es. ... in Italia si ritiene che si debba toccare ferro per scongiurare qualche evento sfortunato: in Spagna ... "si deve" toccare legno! Lasciami scherzosamente dire che bisognerebbe mettersi d'accordo: forse se ne dovrebbe parlare a Strasburgo ...

... per altri versi (altri!!!!) ... c'è da tenere presente "però" che il pensiero-magico non solo è all'origine del pensiero scientifico, ma fa (probabilmente) parte del corredo cognitivo attualmente innato della Creatura-Uomo (nella sua iotalità!).
La Psicologia Evoluzionistica non trascura di osservare che se nella "architettura generale" del funzionamento della Mente (dello Uomo attuale) è presente sistematicamente e generalizzatamente qualche contenuto particolare ... è da ipotizzare che esso contenuto -certamente sostenuto da strutture nervose che lo rendono praticabile- abbia segnato un vantaggio evolutivo e selettivo. In quanto tale, quel contenuto è "rispettabile", e per lo meno si deve verificare se/quando/come esso possa essere evoluzionisticamente abbandonato ... a mano a mano che -nascendo ipoteticamente Uomini non dotati di propensione geneticamente determinata ad operare secondo il "pensiero magico"- essi "non dotati" non risentiranno negativamente di questa mutazione genetica.

Inoltre/infine ... sono dell'opinione che sia più difficile di quanto appaia, "sanzionare" il pensiero magico di inutilità tout-court.
Infatti ... "è difficile" pensare che siano certamente inutili "solo perchè irrazionali" alcuni specifici effetti di "pensieri magici" (più che ipoteticamente "rispettabili" in termini psicologici-evolutivi), e assolutamente inconsci (e ineliminabili perchè geneticamente determinati); mi riferisco (in termini di Psicologia Evoluzionistica ...) agli effetti di pensieri magici quali sono le risposte psichiche e comportamentali di:
- il LUTTO ... nella sua sostanza di fantasia di essere ancora legati alla persona/cosa persa/scomparsa "almeno" tramite il dolore ... ma verosimilmente utile per -caso mai ...- recuperare la cosa/persona non persa/scomparsa veramente in maniera definitiva;
- la "scelta" (senza terze soluzioni ...) tra la sola LOTTA o la sola FUGA nei confronti di oggetti dannosi per il SE' ... ponendo comunque quel proprio SE' al riparo dall'oggetto dannoso;
- lo ATTACCAMENTO ... nella (a volte irrazionalissima) persistenza/resistenza dell'investimento affettivo ... verosimilmente utile -"però" e caso mai ...- per ottenere soddisfazione della propria dipendenza/bisogno;
- "eccetera".

Osservo che "se bastasse" la sola verifica-accertata della irrazionalità di un pensiero/comportamento per poterne escludere la eventuale utilità (magari anche solo in termini/dimensioni statisticamente marginali ...) sarebbe certo tutto più facile.
Invece, "si vede bene" che pensieri magici (di ogni tipo e "levatura" ...) sono comunque di qualche utilità; o lo sono stati ... e ci tocca sciropparcene la determinante genetica che nel frattempo si è affermata.
Comunque - ... sia detto scherzosamente tra fieri razionalisti- possiamo confidare che -nel termine di 10.000 generazioni ... chè tanto ci vuole per mettere-o-levare una determinante genetica!- ... il deprecato pensiero magico non sussisterà più.
A meno che ... non continui ad affermarsi vantaggioso!

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Pubblicazione a cura di Maria Traclo', psicologa, P. IVA 02478700541
Direttore responsabile Dottor Vincenzo Del Piano
{ a VDP e Lunablu, psicologi "d'Amore e di Tecnica". --orsopoeta }